giovedì, 27 agosto 2009,14:48
Respirare, sospirare, sperare. Il simbolo della laguna. Simbolo di vita che fluisce, che ipnotizza, che ispira. Che provoca fissazioni continue. Ecco qui: Roma a Venezia e 600 km scarsi che fanno la differenza. Un amore dissolto, stracciato, confuso, rinnegato. Portato via dalle barche che hanno preso il largo, non attraccano più. "Eppur si muove", la testa è lì, fissa su schegge di vita impazzite, seppur spuntate, avvizzite, usurate. Schegge che sanno di gloria, di memoria, di amore fiero, di crudele rifiuto, di sommo desiderio di ritorno. Il ritorno a nuova vita...




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sabato, 28 marzo 2009,23:42


Scrivo a me. E forse anche a te che ormai sei fragranza. Essenza in altri dove che non conosco, non frequento, forse nemmeno incontro più nei sogni. Ma li desidero. Eppur dovrei chiamare...




Sospeso è il momento di chi non decide

feroce è il tempo che rallenta i dolori

assassino è il futuro che si nasconde.









Speranze che restano attaccate ad un filo


timori che invadono il proprio quotidiano

sogni che isolano la mente.



La forza del destino va abbattuta

le decisioni comportano strappi violenti



il futuro è di chi lo va a prendere.
martedì, 06 gennaio 2009,02:50
Ancora io, ancora qui. Ma qui dove? Scendo, salgo, medito, scruto dal finestrino. Il treno come metafora della fuga, come espediente per fuggire dal gioco, come essenza stessa di me. Un gioco dalla carte coperte, il bluff del giocatore è ormai noto. Non pensare, non accennare ricordi, non mollare lo stato d'animo. Rompere ogni legame. E non importa se nello strappo persone, ricordi, emozioni, passioni, delicate armonie vengono lacerate con atroce dolcezza. Tutto ti è concesso nel tuo sano egosimo. E io sto qui a guardare il gomitolo di lana che stai tirando, che sta finendo, che si avvia alla fine. Rimane sempre l'ago, e quello lascia il segno di ciò che siamo stati...







Foto: http://signorina.deviantart.com/



Incredibile all'orizzonte. Senza chiedere nulla ho iniziato a viaggiare, treno dopo treno abbiamo visto tanto. E poi? Poi non lo so. Ed è proprio questo che voglio scoprire. Il valore dell'amicizia senza scambi forzosi, il non doversi guidicare, il non opprimersi, il giusto equilibrio, le passeggiate spensierate. Il sostegno reciproco che riscuote caldi abbracci. Quelle malinconie spazzate via da sorrisi spontanei come "coriandoli lanciati a festa". Quel coraggio di riaprirsi alla vita, quella voglia di alzare le spalle, quel senso di volontario star bene...


mercoledì, 10 settembre 2008,19:29
La mente è lì, sempre lì. A te, laguna. Storia incastrata nell'acqua, passanti con occhi lucidi, amori che non si scordano. Questa sera il richiamo a Venezia è forte. Crudele per chi non può esaudirlo a breve, ambizioso per chi spera, rassicurante per chi ha già deciso. E allora si va avanti qui a Milano, la terra di nessuno. Metropoli fiera di se stessa, dei palazzoni grigi e del cielo monotono, delle poche vie eleganti ma altezzose, della periferia cruda. Ma il lamento è alle spalle, ogni mattina è una nuova sfida, minima ma è sempre lotta. E al risveglio ci sei tu, dolce sorriso, che mi turbi con gli sms memorizzati sul cell e azioni imprevedibili, dolorose, incuranti. Non sei così. Ma il naviglio scorre. Amen...









Amaro presente. Vivo il silenzio forzato, il non potere, il grido nel vuoto, il sapore delle speranze vuote. Lontano da tutto, da tutti, qui solo. E c'è gusto a vedere come sarò. Ma in fondo so, quanto veramente siamo stati. Ho scritto che saremo,  su pagine a cui sono legato e spero diventeranno memoria, probabilmente sarà così. L'indifferenza è una colpa. Chi si è conosciuto nel dolore, è legato per sempre...



domenica, 03 agosto 2008,01:04
Tra bottiglie di birra e il naviglio lucente. Ed io in mezzo. Vagando con l'mp3, il palmare che vibra in tasca, la Chiara che mi tiene compagnia. E intanto continuo a macinare metri che non hanno un arrivo, solo un ripetersi affannoso di passi con la stessa cadenza che si imbattono in visi ogni giorno meno noti. Le quattro mura che racchiudono il monolocale sono la gabbia entro cui la risposta uscirà per dare un nome a questo periodo inconcepibile sino a pochi mesi fa. Ed etichettarlo come un sentiero di vita che porti a qualcosa. E il sabato sera milanese scivola via senza rimanere ricordo felice. Questo è quanto, almeno per ora...



Foto: http://lukrasta.deviantart.com/

E tutto sfugge. Come questa foto, le colonne di San Lorenzo che il sabato sera si riempiono di giovani. Un pò fuori, un pò estremi, un pò vivi. La domenica mattina è tutto finito, Milano riacquista quel sapore di metropoli dal week end dormiente, l'esodo del venerdì conquista il top, le campane delle chiese suonano alte, le bici calpestano l'asfalto. E' la festa del silenzio. Ed io in questo godo, mi sento libero dei passi che faccio. Ecco la sensazione del bicchiere mezzo vuoto, il lasso di tempo da colmare verso una direzione che nessuno impone. E senza fretta, senza aiuto, senza piacere. L'attesa è passata. Ora non rimane altro che aspettare ancora...